lunedì 11 luglio 2016

Streghe, streghe, streghe!

Dopo il post sulle streghe bambine mi è venuta voglia di fare un tuffo nel mio passato letterario stregonesco. :D
Non so per quale ragione esattamente, ma sono stata attratta dai libri di streghe e magia fin da molto piccola. In verità si può definirla una vera e propria ossessione, che ha allarmato a suo tempo la mia maestra prima e mia mamma poi. Povera madre, la ricordo ancora che, dopo avermi comprato l'ennesimo Superjunior Mondadori e qualche Giallo Mondadori a base soprannaturale, mi chiedeva severa di acquistare dei Gaia Junior. Ricordo di averne comprati tre: tutti con protagoniste delle streghe. Madre ha desistito...

In verità credo che le streghe mi abbiano sempre affascinato per due caratteristiche: sono donne e hanno potere. Non un potere siglato da un'elezione, da un diritto di nascita o preso con la forza. Il potere vero, quello che ti nasce da dentro e che la gente, per quanto non voglia, è costretta ad ammettere.
Evidentemente sono sempre stata una personcina tranquilla e sottomessa che non covava idee di indipendenza e conquista del mondo...

Negli anni ho letto molti libri le cui protagoniste erano più o meno legate alla magia e alla stregoneria. Alcuni erano storici, altri comici, alcuni erano romanzi horror, altri saggi o testi di spiritualità. Ho spaziato parecchio e il mio cuore è colmo di gioia nella consapevolezza che non riuscirò mai a leggere tutto ciò che il mercato ci offre sull'argomento.
Di certo non ho alcuna presunzione di poter creare una lista completa o rilevante di libri connessi al tema streghe. Vorrei piuttosto condividere l'entusiasmo che alcune opere hanno fatto nascere in me all'epoca e, se può interessare, far nascere la voglia di andarle a ripescare. Ci tengo a sottolineare che la maggior parte dei libri che citerò risalgono alla mia infanzia o prima adolescenza, quindi stiamo parlando di romanzi o testi leggeri e spesso divertenti.

Dunque, cominciamo!

Più riguardo a Il Manuale delle StregheCredo di non aver mai trovato un libro che io abbia amato tanto quanto "Il manuale delle streghe", di Malcolm Bird. Non ricordo nemmeno quanti anni avevo la prima volta che lo lessi, ma da allora è stato un continuo rileggerlo, sfogliarlo, riscoprirlo.
E' un testo esilarante, brillante, geniale, che riesce con successo ad associare la versione più grottesca delle streghe (quelle brutte, diciamo) ad una normalità, una quotidianità disarmante.
Questo libricino illustrato magistralmente contiene idee per dolcetti di Halloween e giochi per le feste, una carrellata di animali domestici che possono diventare buoni famigli, il giardino della strega compreso di lumaconi e schemi per lavorare a maglia, così da creare guanti, sciarpe e accessori decorati di teschi e pipistrelli. E ancora filastrocche e chi più ne ha più ne metta. Ci sono pagine che ancora ricordo a memoria e che mi mettono sempre di buon umore.
Se c'è un libro che mi ha fatto innamorare delle streghe è decisamente questo.


Più riguardo a Gobbolino the Witch's CatEra una notte buia e tempestosa quando due gattini misero per la prima volta il loro freddo nasino fuori dalla grotta in cui erano nati. Era buio che Gobbolino riusciva a malapena a vedere la sua gattina gemella Sutica, che era nera come la notte...
Ho scritto queste poche righe senza nemmeno dover consultare il testo originale. Ho imparato a memoria questo racconto che ancora non sapevo leggere né scrivere e da allora è rimasto impresso nel mio cuore. Le avventure del gattino Gobbolino, nato in una famiglia di gatti di strega ma desideroso di diventare un gatto di casa, sono state messe sul mercato in italiano nella raccolta del anni '80 "I Racconta Storie" e credo che centinaia di trentenni continuino ad amare e ricordare Gobbolino come uno dei personaggi più dolci e coraggiosi della propria infanzia.
Gobbolino affronta molte prove e si ritrova, a causa della propria origine stregonesca, rifiutato e allontanato da una casa dopo l'altra, ma non desiste nella ricerca di un posto tutto per sé e non lascia che le esperienze negative lo cambino, rendendolo prevenuto e rancoroso. Persino il legame con la sorella Sutica, che invece continuerà la carriera familiare e diventerà una gatta di strega, rinnegandolo, rimane fino alla fine forte nel suo cuore.
La mia prima gattina era tutta nera e io scelsi per lei il nome Sutica. E' stata un strega tutta la vita e non mi ha mai delusa.

Più riguardo a Il Piccolo PopoloCi sono molti bellissimi libri illustrati pubblicati in collane per bambini a tema streghe. Uno dei miei preferiti è quello di Francesca Lazzarato appartenente alla serie "Il piccolo popolo". Il taglio di questo libretto pieno di colori è da un certo punto di vista fortemente infantile ma non per questo vuole essere buffo o consolatorio. Le streghe vengono presentate come da tradizione, alcune belle e altre brutte, buone o cattive, corredate di tutte le superstizioni e le dicerie ad esse connesse. Ho sempre trovato molto bella la breve carrellata di streghe dal mondo che l'autrice ci regala, introducendo ai giovani lettori non solo le più peculiari streghe regionali d'Italia, come Donaze o Masciara, ma anche dal mondo. Quanto è terrificante Baba-Jaga? E Black Annis?
In appendice al volume ci sono anche alcune fiabe da tutto il mondo con streghe come protagoniste. Non avevo mai sentito parlare della maggior parte delle storie raccontate ed è stato davvero piacevole imparare a conoscerle.


Più riguardo a Le streghe Un elenco degli imperdibili a tema streghe non sarebbe mai completo se non comprendesse anche "Le streghe" ("The witches") di Roald Dahl.
Quest'autore è un certezza e ogni romanzo scritto da lui racchiude un piccolo tesoro. In questo caso Dahl ci insegna come riconoscere le streghe tra le tante donne normali; ci insegna a stare sempre all'erta, perché non sappiamo dove potremo incontrarne una, visto che si mischiano alla gente e amano frequentare posti pubblici, in cui è più facile avvicinarsi ai bambini. Soprattutto Dahl ci mostra cosa può succedere a un bambino curioso che credendosi più furbo delle streghe, o forse soltanto molto coraggioso, decide di scoprire tutti i loro segreti...
"Le streghe" è un romanzo davvero emozionante, ricco di colpi di scena e con un finale a mio parere inatteso. L'ho riletto nel corso degli anni e lo uso spesso per insegnare inglese, visto che lo stile narrativo e il lessico utilizzato (in lingua originale, si intende...) si adattano perfettamente a quello di studenti di livello intermedio.

Più riguardo a Wintersmith
Una rappresentazione delle streghe per adulti, ma non proprio adulti. La capacità di raccontare un lato molto delicato e profondo delle streghe con ironia, pur mantenendo un costante rispetto per le funzioni e le caratteristiche che associa loro. Terry Pratchett ha scritto molto, nella sua serie del Mondodisco, o Discworld in lingua originale, sulle streghe. Possiamo dire che la sua produzione si articola in due filoni, che finiscono per confluire con l'ultimo romanzo pubblicato postumo: il ciclo delle streghe, la cui protagonista assoluta è Granny Weatherwax, e il ciclo di Tiffany Aching.
I romanzi sono tanti e "Wintersmith" ("La corona di ghiaccio" nella versione italiana) è solo uno dei tanti, anche se secondo me è uno dei più significativi.
Ciò che mi piace delle streghe di Pratchett è il ruolo sociale che esse svolgono. Lungi dall'essere quelle malefiche incantatrici il cui unico pensiero è il potere, per quest'autore le streghe sono coloro che si occupano della popolazione. Se ne fanno carico, assistendoli dalla nascita alla morte, aiutando le persone a guarire o sanando conflitti di natura più sociale/psicologica. Le streghe sono temute dalla popolazione e per questo rispettate e ascoltate; il popolo sa che, per quanto le streghe non piacciano, hanno bisogno di loro. E nella loro solitudine, nell'abnegazione al servizio che le caratterizza, esse sanno che sono indispensabili, perché qualcuno deve prendersi le responsabilità di fare le scelte difficili per tutti e farsi odiare magari per questo, o perché ci sono lavori che nessuno vuole fare ed è lì che loro operano. Per me è stato un balsamo per il cuore leggere di questa rivisitazione di personaggi tradizionalmente negativi e Pratchett dimostra una profondità di sentimento e giudizio non comuni nel corso di queste due serie. Assolutamente da non perdere, ovvio...

Più riguardo a The Witching Hour: v. 1In conclusione mi è sembrato giusto elencare almeno un'opera della maturità, ovvero adatta ad un pubblico di soli adulti.
"L'ora delle streghe" ("The witching hour" in inglese) è il primo di una trilogia che Anne Rice, più famosa per i suoi vampiri con un debole per i media, ha dedicato non a una strega, ma a una famiglia intera. La famiglia Mayfair si è tramandata poteri e conoscenze insoliti di generazione in generazione, rispettando una linea quasi del tutto femminile (ma non totalmente) che la Rice ci aiuta a ripercorre, scoprendo così la loro storia fino all'ultima discendente, una giovane donna indipendente e brillante. All'interno di questo primo libro, che ha una mole di tutto rispetto, si trova un po' di tutto: amore romantico e colpi di scena, attimi di brivido e persino qualche cenno comico, ma tutto confluisce in un crescendo nel disturbante finale. Sicuramente ogni cultore del genere stregonesco non può dirsi tale fino a che non avrà tenuto tra le proprie mani questo libro.
Ad esso sono seguiti "Il demone incarnato" ("Lasher") e "Taltos, il ritorno" ("Taltos") e purtroppo per i lettori pigri temo che una volta divorato il primo non si possa fare a meno di ingurgitare anche gli altri due...

Le streghe adulte che ho amato di più, tuttavia, sono probabilmente quelle ritratte nei grandi miti classici e che incarnano non solo il mistero e la carica autodistruttiva tipica delle streghe, ma anche una verità più dolorosa, vale a dire la misoginia che giunge in alcuni momenti a punte di vera e propria ginofobia, istinti difensivi che si scatenano negli uomini di fronte a una donna di potere. Gli antichi greci, che sapevano già tutto, ci presentano svariate figure di donne forti e terribili, come Circe o, forse la più drammatica di tutte, Medea. Meravigliosa, tragica, mostruosa Medea, che possiede il potere antico e barbaro della magia e lo dona a Giasone per amore; e allo stesso modo per odio rivolta la propria furia contro quell'uomo, calpestando ogni convenzione e ogni sentimento umano, persino la propria maternità.
Forse è questa la figura che più vorrei portare con me, alla fine di questa breve lista. Perché lei manifesta in modo perfetto le qualità della donna-strega che si cela nell'animo di ogni donna potente, per quanto ci faccia sentire più al sicuro pensarla come una vecchia mangiatrice di bambini che vive nel bosco.

2 commenti:

  1. Gobbolino! Dici che è per colpa sua che anch'io ho sempre amato le strege ( e, sì, ricordo ancora tutti i Gaia Junior e Superjunior a tema...)?

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    1. Gobbolino ha fatto strage di cuori! Nessuno poteva resistergli...
      Insomma, qualcosa mi fa pensare che la nostra dissoluta educazione letteraria ci abbia fatte incontrare. Sarà un caso? Noi di Voyager non crediamo proprio sia un caso... ;)

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